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GLI DEI MINORI |
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Società Scacchistica Gallaratese | fondata il 16 nov 1920 | pagine a cura di Salvatore Benvenga | © 2011 | |
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Siegbert
Tarrasch |
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Testo Italiano |
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Per uno strano scherzo del destino Tarrasch
nacque nella stessa città che aveva dato
i natali ad un altro mito degli scacchi :
Adolf Anderssen
(1818-1879) ed entrambi frequentarono
lo stesso Ginnasio Elizabeth. Come egli stesso scrive nella prefazione
al suo "300 Partite": " Già alla nascita presentavo caratteri di
eccezionalità...a quattro anni imparai a leggere e scrivere e a
sei anni avevo già letto tutti i libri della biblioteca paterna
che mi erano finiti sotto le mani...All'età di quindici anni la
mia attenzione fu richiamata dagli scacchi" Il dottor Tarrasch
si laureò in medicina ed esercitò la professione
medica a Norimberga e Monaco, ma nel 1880,
durante gli studi universitari a Berlino,
prese a frequentare il Café Royal ed il Kaiserhof, entrambi
ritrovo di molti scacchisti.
Tra lezioni di anatomia e scacchi al Re riuscì
a guadagnarsi più con i secondi che con le
prime fama imperitura . Lo stesso Steinitz,
dopo la vittoria di Tarrash al Torneo di
Manchester del 1900 scrisse: "Tarrasch
è forse il massimo talento mai esistito."
Era un ometto claudicante, dal carattere
ombroso ed irascibile. Si assunse il compito
di diventare il teorico per eccellenza, affrontando
tutto lo scibile scacchistico, razionalizzandolo
e postulando precetti che costituirono il
bagaglio teorico del gioco. Il "Praeceptor
Germaniae", come venive soprannominato,
postulò dogmi che furono accolti come versetti
biblici dai novizi del gioco: sviluppare
i Cavalli prima degli Alfieri, mai muovere
due volte lo stesso pezzo in apertura, occupare
il centro con i pedoni. "Ipse Dixit"
si mormorava ancora prima di spiegare perché
fossero importanti tali argomentazioni. Nella
sua opera Dreihundert Schachpartien espose
i suoi principi analizzando le trecento partite
ivi riportate. Vinse una impressionante serie
di tornei tra la fine dell'ottocento ed i
primi del novecento. Non gli riuscì però
di diventare campione del mondo. Prima del
1894 era considerato secondo solo a Steinitz.
Dopo il 1894 su messo in ombra da
Lasker
con cui non ebbe mai buoni rapporti. Restò
celebre la sua frase rivolta al campione
del mondo: " Per voi dottor Lasker ho
solo tre parole: scacco e matto!". I
due infatti non perdevano occasione per beccarsi.
Tarrasch giocava con lo stile di un paladino
che tornei in una giostra: per amore dell'estetica
e della dama (Caissa). Lasciò ai posteri
una straordinaria eredità di precetti che
ancora oggi stanno alla base della disciplina
scacchistica.
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