GLI DEI MINORI

 Società Scacchistica Gallaratese    | fondata il 16 nov 1920   | pagine a cura  di Salvatore Benvenga  |           © 2011 |

Siegbert Tarrasch



(Breslavia 5/3/1862 - Monaco 17/2/1934)

 

Testo Italiano

  < Go Back

 

Games

 

Per uno strano scherzo del destino Tarrasch nacque nella stessa città che aveva dato i natali ad un altro mito degli scacchi : Adolf Anderssen (1818-1879) ed entrambi frequentarono lo stesso Ginnasio Elizabeth. Come egli stesso scrive nella prefazione al suo "300 Partite": " Già alla nascita presentavo caratteri di eccezionalità...a quattro anni imparai a leggere e scrivere e a sei anni avevo già letto tutti i libri della biblioteca paterna che mi erano finiti sotto le mani...All'età di quindici anni la mia attenzione fu richiamata dagli scacchi" Il dottor Tarrasch si laureò in medicina ed esercitò la professione medica a Norimberga e Monaco, ma nel 1880, durante gli studi universitari a Berlino, prese a frequentare il Café Royal ed il Kaiserhof, entrambi ritrovo di molti scacchisti. Tra lezioni di anatomia e scacchi al Re riuscì a guadagnarsi più con i secondi che con le prime fama imperitura . Lo stesso Steinitz, dopo la vittoria di Tarrash al Torneo di Manchester del 1900 scrisse: "Tarrasch è forse il massimo talento mai esistito." Era un ometto claudicante, dal carattere ombroso ed irascibile. Si assunse il compito di diventare il teorico per eccellenza, affrontando tutto lo scibile scacchistico, razionalizzandolo e postulando precetti che costituirono il bagaglio teorico del gioco. Il "Praeceptor Germaniae", come venive soprannominato, postulò dogmi che furono accolti come versetti biblici dai novizi del gioco: sviluppare i Cavalli prima degli Alfieri, mai muovere due volte lo stesso pezzo in apertura, occupare il centro con i pedoni. "Ipse Dixit" si mormorava ancora prima di spiegare perché fossero importanti tali argomentazioni. Nella sua opera Dreihundert Schachpartien espose i suoi principi analizzando le trecento partite ivi riportate. Vinse una impressionante serie di tornei tra la fine dell'ottocento ed i primi del novecento. Non gli riuscì però di diventare campione del mondo. Prima del 1894 era considerato secondo solo a Steinitz. Dopo il 1894 su messo in ombra da Lasker con cui non ebbe mai buoni rapporti. Restò celebre la sua frase rivolta al campione del mondo: " Per voi dottor Lasker ho solo tre parole: scacco e matto!". I due infatti non perdevano occasione per beccarsi. Tarrasch giocava con lo stile di un paladino che tornei in una giostra: per amore dell'estetica e della dama (Caissa). Lasciò ai posteri una straordinaria eredità di precetti che ancora oggi stanno alla base della disciplina scacchistica.

 


 

Bibliografia:
Chicco-Porreca - Dizionario Enciclopedico degli scacchi
Harold Schonmberg - I grandi maestri degli scacchi
J.Nejstadt - Tarrasch
S.Tarrash - 300 Partite di scacchi - Manuale del Provetto Giocatore