|
|
![]() |
GLI DEI MINORI |
|
|
Società Scacchistica Gallaratese | fondata il 16 nov 1920 | pagine a cura di Salvatore Benvenga | © 2004 | |
||
|
Akiba Kivelovic Rubinstein
|
||
|
Testo Italiano |
||
|
|
||
|
|
Polacco, nato da famiglia modestissima nel
ghetto, trascorse un'infanzia di povertà
scandita dai ritmi di una stretta osservanza
religiosa. Iniziò gli studi della Tora (avrebbe
dovuto fare il rabbino)e parlava solo in
yiddish o ebraico, ma abbandonò gli studi
religiosi per gli scacchi. Similmente a Steiniz, con cui per molti versi condivise un analogo percorso di vita, gli scacchi gli permisero di evadere dal ghetto. Vi si dedicava in modo totale con un fervore che aveva dell'incredibile, tanto che Reti disse che era "un sacerdote della sua arte." E gli scacchi per Rubinstein erano un arte. Prima dell'avvento di Capablanca fu il più forte antagonista di Lasker. Finalista di straordinaria efficacia, uno dei migliori di tutti i tempi, riusciva a ricavare posizioni vinte in un modo che aveva del miracoloso. Ma così come intuiva combinazioni incredibili con una naturalezza sconcertante, parimenti era vittima di strane amnesie, prodromo di quegli squilibri nervosi che con gli anni si accentuarono terribilmente spingendolo verso l'ospedale psichiatrico. Anche in questo fu quindi simile a Steinitz. E di Steiniz fu il seguace più diligente e profondo, poiché solo Akiba, come nessun altro, ne aveva compreso gli insegnamenti e li aveva portati avanti con una straordinaria freschezza d'idee. A tal proposito, ancora Reti scrisse che Rubinstein "creò le più perfette partite giocate all'epoca di Steinitz". Sfidò Capablanca ma non riuscì a raccogliere l'ingente borsa che il cubano pretendeva dallo sfidante. Capablanca in cuor suo stimava e temeva quel polacco mite e silenzioso, formidabile nei finali ed in grado di battere chiunque. Non mangiava in pubblico e non stringeva le mani ad alcuno per non contaminarsi. Raggiunse il successo e vinse numerosi tornei, ma non diventò mai campione del mondo come sperava. Finì i suoi giorni dimenticato da tutti, in un ospedale, ma lasciò ai posteri una raccolta di partite che ancora oggi riempiono di ammirazione.
|
|
|
|
||