|
|
![]() |
GLI DEI MINORI |
|
|
Società Scacchistica Gallaratese | fondata il 16 nov 1920 | pagine a cura di Salvatore Benvenga | © 2004 | |
||
|
Richard Reti
|
||
|
Testo Italiano |
||
|
|
||
|
|
Boemo, dotato di grande talento, coltivava
molteplici interessi, ma era perdutamente
innamorato del gioco degli scacchi. Disputò
nella sua breve ma intensa vita (morì infatti
appena quarantenne per una banale scarlattina)
una sessantina di tornei ed una quindicina
di match: un totale di circa 950 partite
in poco più di vent'anni di attività agonistica.
Suo, per diverso tempo, fu anche il record
di partite alla cieca (S.Paolo del Brasile
7/2/1925) su ventinove scacchiere: +20 -2
=7. Fu Reti, nel 1924 a New York, a sconfiggere
Capablanca che non perdeva una partita da
otto anni. Alto, corpulento, mascella quadrata
e volitiva, buon gourmet (le malelingue sostenevano
fosse anche tirchio) Reti sprizzava felicità
quando sedeva davanti alla scacchiera. Il
temperamento era il suo tallone d'Achille:
grintoso e determinato contro i giganti,
oltremodo rilassato e svogliato contro i
mediocri. Ciò gli costò parecchi punti nelle
classifiche dei tornei. Ma l'importanza di Reti fu enorme. Insieme a Breyer (deceduto appena ventisettenne) fu il padre dell'ipermodernismo: un nuovo stile di gioco fortemente criticato dai contemporanei. Non più l'occupazione del centro con i pedoni, ma il suo controllo attraverso il fianchettamento degli Alfieri. Reti compose anche numerosi studi, tutt'ora ineguagliati per semplicità e profondità d'idee. Pubblicò solamente due volumi, di esclusivo contenuto didattico, ma estremamente efficaci e splendidi per il loro stile lineare. Per uno strano scherzo del destino reti chiuse la sua carriera con la vittoria nel Torneo di Vienna (1928) davanti a Spielmann e Tartakower, torneo con cui, nel 1909, vincendolo, aveva iniziato la sua ascesa scacchistica. Fu proprio il suo amico Tartakower a tesserne l'elogio più sincero e misurato: " E'uno slovacco che non ha niente in comune con la Slovacchia, un buon matematico che non insegnerà mai matematica e forse lo scacchista più dotato del mondo che non diventerà mai campione del mondo."
|
|
|
|
||