|
|
![]() |
GLI DEI MINORI |
|
|
Società Scacchistica Gallaratese | fondata il 16 nov 1920 | pagine a cura di Salvatore Benvenga | © 2004 | |
||
|
Francois Andrée Duncan Philidor
|
||
|
Testo Italiano |
||
|
|
||
|
|
Nato da una famiglia che, sin dal suo capostipite
Jean Philidor, aveva dato molti musicisti
alla Francia, Francois era figlio ultimogenito
dell'ormai settantanovenne André. Fu subito
avviato alla musica, come da tradizione di
famiglia, e già dodicenne esibiva alcune
piccole composizioni. Senonché nel coro della
cappella di Versailles si trovavano anche
musicisti che giocavano a scacchi (a tal
proposito ci sarebbe da trattare a lungo
su questa affinità elettiva che ha unito
moltissimi musicisti al gioco degli scacchi).
Essi insegnarono al giovane Francois a giocare
e fu amore a prima vista con Caissa. Nel 1740, giunto a Parigi, Philidor frequentò il Café de la Régence, noto quartier generale degli scacchisti della capitale francese, e qui rivelò la sua naturale abilità nel gioco alla cieca. Pur rimediando qualche soldino con gli scacchi e le partiture, era costantemente perseguitato dai creditori, sicché si decise a cambiare aria e trasferirsi in Olanda. Qui consolidò la sua fama e le sue finanze. Nel 1746 sbarcò in Inghilterra. A Londra battè Stamma (siriano di Aleppo, naturalizzato inglese ed autore di note opere scacchistiche di quel tempo) per +8 -1 pur dandogli il vantaggio del tratto. Questo avvenimento gli spalancò molte porte e soprattutto gli permise, col mecenatismo del duca di Cumberland, di stampare nel 1749 il suo celebre manuale "L'Analyse du jeu des échecs". L'importanza di quest'opera è enorme se si pensa che fu tradotta in molte lingue e che, stampata in decine e decine di edizioni, fu un autentico testo di riferimento per intere generazioni di scacchisti. Fu il primo libro ad affrontare i temi strategici del gioco. Celebre la sua affermazione: "I pedoni sono l'anima degli scacchi.". Per molti versi era un giocatore si assoluta modernità ed anticipatore dei concetti posizionali poi ripresi da Steinitz. Enunciò alcune analisi, come quella del finale di Torre e Alfiere, ancora oggi accettate. Nel 1770 si trasferì definitivamente in Inghilterra attirato dagli scacchi e si stabilì in pianta stabile a London Chess Club, dove dava lezioni, si esibiva e - nel tempo perso - insegnava anche musica. Nel 1782 Diderot lo pregò di smettere di giocare alla cieca e lo invitò a ritornare alla musica, chiudendo la sua lettera con alcune profetiche parole: " ...quel povero Philidor che ha perso il senno spingendo pezzetti di legni sulla scacchiera." L'autore di Ermelinda principessa di Norvegia (che gli aveva fruttato un vitalizio dissoltosi con la rivoluzione francese), padre dell'"Opera-comique" nel cui genere compose circa venti lavori, finì col mantenersi giocando a scacchi e morì, forse primo di una lunga serie di maestri, povero e solo in terra straniera.
|
|
|
|
||