|
|
![]() |
GLI DEI MINORI |
|
|
Società Scacchistica Gallaratese | fondata il 16 nov 1920 | pagine a cura di Salvatore Benvenga | © 2004 | |
||
|
Aaron Nimzowitsch
|
||
|
Testo Italiano |
||
|
|
||
|
|
Apparve sul'agone scacchistico internazionale
con l'aria di chi porta su di sé i mali del
mondo e s'adopera per redimerlo. A moltissimi
suoi colleghi era decisamente antipatico
per il suo anticonformisco (si potrebbe anche
dire anarchia)e l'altissima autostima di
cui non faceva mistero. Gli aneddoti su di
lui si sprecano. "Studia scacchi e gioca
giurisprudenza" disse un giorno Von
Bardeleben ironizzando sulla sua assidua
frequenza nella sala scacchi del Café Kaiserhof
di Berlino, città in cui s'era trasferito
per studiare legge al locale ateneo. Aborriva l'alcol e detestava fino all'odio i fumatori. Mieses racconta che in un torneo chiede al direttore di intimare al suo avversario Vidmar di non fumare. Alla risposta del direttore "Ma non sta affatto fumando." Aaron rispose con una delle sue frasi più celebri: "Lo so, ma minaccia di farlo e la minaccia è più forte della sua esecuzione." La sua importanza nel mondo di Caissa è sotto il profilo dottrinale enorme. La sua " demoniaca forza combinativa", il suo originalissimo stile di gioco, i suoi risultati agonistici con l'apogeo raggiunto a Karlsbad nel 1929 davanti a Capablanca e Spielmann) passano perfino in secondo piano rispetto al contributo teorico da lui dato agli scacchi. La sua opera "Mein system" (Il mio sistema) è da ritenersi ancora oggi, per linearità espressiva, profondità e ricchezza introspettiva, visione anticipatrice di concetti nuovi in rottura con gli schemi dottrinali imperanti al suo tempo, una autentica pietra miliare della letteratura scacchistica. Morì di polmonite a 49 anni, legando , tra l'altro, per l'eternità il suo nome ad un'apertura: " La Nimzo-indiana".
|
|
|
|
||