GLI DEI MINORI

 Società Scacchistica Gallaratese    | fondata il 16 nov 1920   | pagine a cura  di Salvatore Benvenga  |           © 2004 |

Paul Morphy



(New Orleans 22/6/1837 - 11/7/1884)

 

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Games

 

Figlio del giudice Alonzo Morphy e di una creola francese, apprese le mosse dal padre e giovanissimo divenne il più forte giocatore della città. Si narra che Morphy regalasse i suoi libri di scacchi, bastandogli averli letti una volta soltanto. Si laureò in legge a 18 anni col massimo dei voti e risulta che riuscisse a ricordare a memoria l'intero codice civile della Louisiana.
"Lo hanno chiamato a ragione l'Arcangelo degli scacchi, perché con lui inizia il vero culto della dea Caissa". Questo il commento di Canal in uno splendido articolo su questa luminosa figura degli scacchi di ogni tempo.
Nel 1850 a Lowental,esule ungherese, considerato uno dei più forti giocatorei dell'epoca, di passaggio a New Orleans fu proposta una sfida col giovane Morphy su tre incontri, sfida che l'americano si aggiudicò con due vittorie ed una patta. Nel 1857 fu invitato al torneo di New York. A chi non lo conosceva, quella figurina esile e bassa,dal viso glabro quasi femmineo e dalle piccole mani sempre coperte da guanti di capretto grigio, ben vestito e garbato non dovette suscitare una favorevole impressione. Morphy travolse tutti con signorilità giocando in assoluto silenzio e senza darsi arie. Bravissimo anche nel gioco alla cieca, la sua fama varcò l'oceano e giunse in Europa dove Staunton (che si riteneva il migliore scacchista del mondo) non perdeva occasione di dichiarare che quel giovane americano non era poi così forte come si sosteneva. Nel giugno del 1858 Morphy sbarcò a Londra dove ritrovò il vecchio Lowental. Lo battè nuovamente, impressionando gli inglesi per il suo gioco, così come travolse il forte Bird. Ma Staunton non si faceva vedere. Morphy si recò a Parigi e divenne una celebrità del Café de la Régence. Qui demolì Harrwitz, un borioso professionista che aveva avuto la ventura di batterlo in due incontri su cui forse aveva troppo pesato l'impatto della dolce vita notturna parigina. Morphy si vendicò rifilandogli cinque batoste consecutive in seguito alle quali Harrwitz si rifiutò di proseguire. Assiduo frequentatore dell'Opéra, Morphy venne invitato una volt dal Duca di Brunswick e dal Conte Isouard che lo sfidarono mentre andava in scena il Barbiere di Siviglia di Rossini. La partita che disputarono e che Morphy vinse è tutt'ora considerata una gemma e resta nella storia degli scacchi.
A Parigi, nell'Hotel de Breteuil dove alloggiava, Morphy disputò un match contro Adolf Anderssen (1818-1879) professore di matematica a Breslavia, vincitore del Torneo di Londra del 1851 e uno dei massimi giocatori del tempo.
Morphy vinse per 7 a 2 e Anderssen, da gran signore qual'era, disse " Contro di lui nessuno può sperare di vincere più di una partita ogni tanto".
Dopo il match con Anderssen, Morphy tornò in America dove fu accolto con onori degni di Cesare. La sua fama era immensa ed i giornali sprecavano i titoli per inneggiarne la gloria. Ma da lì a poco Morphy cominciò a soffrire di mania di persecuzione (sospettava che il cognato volesse derubarlo tanto che lo sfidò a duello e poi gli intentò una causa che perse), diventò misantropo e si isolò convinto che la gente volesse avvelenarlo, smettendo perfino di parlare di scacchi. Morì nella vasca da bagno stroncato da una congestione cerebrale. L'Arcangelo degli scacchi era ritornato in paradiso.



 

Bibliografia:
Chicco-Porreca - Dizionario Enciclopedico degli scacchi
Harold Schonmberg - I grandi maestri degli scacchi
Al Horowitz - I campioni del mondo di scacchi