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GLI DEI MINORI |
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Società Scacchistica Gallaratese | fondata il 16 nov 1920 | pagine a cura di Salvatore Benvenga | © 2004 | |
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Frank James Marshall
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Testo Italiano |
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Nei suoi appunti, scrive di sé:
"Imparato scacchi a dieci anni. Vinto campionato Montreal Chess Club
a 15 anni. Vinto campionato Manhattan and Brooklyn Chess Club a 22 anni."
Fu il padre (Alfred George) ad insegnargli a giocare a
scacchi a Montreal, dove la famiglia si era trasferita nel 1885 e dove
rimase per 11 anni prima di ritornare a Brooklyn.
Ben presto Frank fu in grado di battere i più forti giocatori canadesi e
vincere il campionato di Montreal. Fu in questa città che, nel 1893, in
una simultanea tenuta dal vecchio Steinitz si mise in luce, pur perdendo,
tanto che il grande boemo gli pronosticò un brillante avvenire. E
Marshall non deluse le aspettative. A sedici anni decise di diventare un
giocatore professionista. Nel 1899 andò in Europa, dove era più facile
torneare. Fu il torneo di Parigi del 1900 (in
concomitanza con l'Expo) che lo mise definitivamente in luce. Battè
Lasker (che poi vinse il torneo) e decise di fermarsi in Europa per
qualche anno. A Vienna, nel 1903, giunse secondo dietro Cigorin in un
torneo tematico sul Gambetto di Re. Ma fu nel 1904, in una tranquilla
località di villeggiatura della Pennsylvania, chiamata Cambridge Springs,
che Marshall venne consacrato come campione di razza. Vinse, imbattuto
(+11 =4), il torneo davanti a Lasker, Janowski, Marco e altri famosi
giocatori quali Cigorin, Mieses, Pillsbury e Teichmann. Fu un trionfo. Nel
1905, a Parigi in viaggio di nozze con la moglie Carrie, vinse un match
con Janowski, primo di una lunga serie di sfide ed il torneo di
Scheveningen. Nel 1906 vinse a Norimberga e nel 1908 a Dusseldorf. A San
Pietroburgo, nel 1914, fu uno dei cinque finalisti (gli altri furono Capablanca,
Lasker, Tarrasch e Alekhine)
a cui lo zar Nicola II conferì il titolo onorifico di Grande Maestro. Campione degli Usa dal 1909, quando sconfisse Showalter (+7 =3 -2) al 1936, anno in cui volontariamente abbandonò il titolo. Nel periodo 1900-1914 fu uno dei più grandi scacchisti al mondo. Alto, elegante, amante delle cravatte svolazzanti e dei sigari, sembrava un attore di teatro. Fu un giocatore di attacco straordinario, dotato di un grande senso combinativo. Si narra (ma è una leggenda) che al torneo di Breslavia nel 1912, alla sua ventitreesima mossa contro Lewitzky gli astanti coprirono di monete la scacchiera. Morì mentre camminava per strada a Jersey City, stroncato da infarto. Forse il miglior commento su questo longevo campione è quello che Capablanca ( a cui Marshall scodellò la variante della partita Spagnola che porta il suo nome) scrisse su di lui nel 1927 sul New York Times :"Di natura battagliera, è in grado di difendersi ostinatamente quando risulta necessario. Nei finali, diversamente dall'opinione di molti, è un giocatore di prim'ordine."
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