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GLI DEI MINORI |
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Società Scacchistica Gallaratese | fondata il 16 nov 1920 | pagine a cura di Salvatore Benvenga | © 2004 | |
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Paul Keres
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Testo Italiano |
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Soprannominato l'eterno secondo, Paul Keres, estone, fu uno dei più raffinati talenti
scacchistici che abbia attraversato la metà
del novecento. Diventato forzatamente cittadino
sovietico nel 1940 in seguito all'annessione
dei paesi baltici, era già Grande Maestro
nel 1937 (Semmering). Non gli riuscì mai
di giungere ad una finale per il titolo mondiale,
escludendo il torneo Avro del 1948 (in cui
emerse Botvinnik) indetto dalla Fide in seguito
alla morte di Alechin per designare il nuovo
detentore. In quella circostanza Keres si
intestardì a giocare su Botvinnik e si deconcentrò,
per sua stessa ammissione, finendo col perdere
punti preziosi. Negli anni successivi, per
ben cinque volte di seguito, arrivò alla
finale del torneo dei candidati, estromesso
da Bronstejn nel '53 a Zurigo, da Smyslov
nel '56 ad Amsterdam, da Tal nel '59 a Bled,
quindi nel '62 da Petrosjan a Curacao infine
da Spassky nel '65. Come si vede gli ultimi
quattro diventarono tutti campioni del mondo. Keres, secondo lo storico
Brandreth, fu il
giocatore che vinse più tornei internazionali
al mondo ed ha partecipato complessivamente
ben otto volte al torneo dei candiati (un
vero record). Dotato di una formidabile preparazione
teorica e di pregevolissima tecnica, peraltro
espressa in alcune sue lucidissime monografie,
vinse tre campionati Urss (1947,1950,1951)
e disputò dieci Olimpiadi. Davvero numerosissimi
i tornei vinti ed i piazzamenti nelle primissime
posizioni delle manifestazioni a cui prese
parte. Ha saputo conciliare come pochi la
giusta aggressività sulla scacchiera con
le maniere garbate e la sana sportività.
E' stato, quel che si dice, un gran signore:
affabile, equilibrato, disposto ad accettare
vittoria e sconfitta con la identica grazia.
Stroncato da attacco cardiaco durante il
trasferimento da Vancouver, B.C., Canada
in Finlandia. In Canada aveva disputato
il Canadian Open di Vancouver. Nell'ultima
partita della sua vita aveva battuto il GM
statunitense Walter Browne.
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